Arboricoltura
Urbana e Ornamentale

Al giorno d’oggi gli alberi rappresentano un valore, soprattutto all’interno di ambienti antropizzati ed urbanizzati, la cui cura puntuale e tempestiva garantisce, oltre a una miglior qualità ambientale, ecologica e paesaggistica, anche la nostra sicurezza ed il nostro benessere. Secondo l’art. 2051 del Cod. civile “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Pertanto, tecnici, operatori professionali del verde e proprietari o gestori di un patrimonio arboreo hanno sempre più frequentemente la necessità di relazionarsi con la valutazione della pericolosità di alberi radicati all’interno di parchi, giardini pubblici e privati o lungo strade e viali cittadini. Per fare ciò si procede con la verifica delle condizioni fitosanitarie della pianta e la ricerca di sintomi e difetti che potrebbero essere causa di caduta per ribaltamento, di rottura del fusto o di grosse branche. Tale attività prende il nome di indagine fitostatica o controllo fitostatico, ovvero indagine sulla stabilità della pianta e deve essere svolta da tecnici adeguatamente formati e preparati.

Il metodo più diffuso per lo svolgimento di tali controlli è l’analisi VTA (Visual Tree Assessment = Controllo Visuale dell’Albero).

VISUAL TREE ASSESSMENT

L’analisi VTA è una metodologia di analisi visiva dell’albero con cui si valuta la presenza di sintomi, di difetti e la loro gravità, integrata, quando necessario, da un’analisi strumentale. Tale metodologia è stata elaborata dal Prof. C. Mattheck dell’Università di Karlsruhe (Germania) ed è oggi diffusa in tutta Europa. Le modalità di svolgimento di queste analisi e tutto quanto ad esse correlato, sono raccolte nel “Protocollo ISA sulla valutazione di stabilità degli alberi©”.
L’indagine strumentale integrativa (con la quale si procede nel caso si ritenga ci siano fenomeni di degradazione del legno in atto) viene spesso svolta con l’impiego del Resistograph (dendrodensimetro) strumento che, tramite la penetrazione di un sottile ago d’acciaio all’interno della pianta, permette di misurare la densità del legno e, di conseguenza, determinare quali siano le caratteristiche fisico meccaniche nella sezione interessata. 

In alcuni casi può essere necessario eseguire un controllo, visivo o strumentale, delle porzioni più alte della chioma. I tecnici di PQ2011 sono abilitati all’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili (PLE) per l’esecuzione di tali controlli in quota.

Un’analisi più sofisticata e adatta ad alberi di grandi dimensioni è l’esame tomografico.
Il tomografo sonico analizza la propagazione del suono all’interno di una sezione dell’albero e permette di ottenere un’immagine della sezione stessa in cui risultano le porzioni di legno sano e di quello degradato.

Intorno alla sezione che si vuole indagare si applicano dei chiodi verranno percossi con un apposito martello secondo modalità specifiche. Ogni chiodo che viene percosso trasmette le onde sonore all’interno del fusto: queste vengono recepite da sensori connessi al tomografo.

I dati sono poi trasferiti dal tomografo a un computer ed elaborati con un apposito software: in base a parametri legati alle modalità con le quali il suono ha viaggiato all’interno del fusto, si può determinare la quantità e la distribuzione di legno sano, alterato, degradato e la presenza di cavità. Il tutto viene rappresentato graficamente da un tomogramma raffigurante la sezione indagata, attribuendo colorazioni diverse al legno in base allo stato in cui versa

La valutazione condotta con metodologia V.T.A. non è sufficiente, per le caratteristiche intrinseche dell’analisi condotta, a indagare le condizioni dell’ancoraggio radicale. Per tale valutazione si può far ricorso alle prove a trazione controllata.

PROVE A TRAZIONE CONTROLLATA

Le prove a trazione seguono la metodologia S.I.M. (Static Integrated Method): applicando una sollecitazione indotta artificialmente, che simula il carico generato da un ipotetico episodio ventoso, si valuta, tramite dei sensori posti su diverse parti della pianta, la reazione dell’albero a tale forza, da cui è possibile determinare la resistenza al ribaltamento dell’albero o alla rotture delle fibre legnose.

CENSIMENTI

Realizziamo censimenti arborei ed arbustivi, con rilevazione GPS del posizionamento degli esemplari, restituzione cartografica tematizzabile a seconda delle necessità (es. classe di propensione al cedimento, tipo di specie, etc…) e identificazione degli individui mediante apposizione di cartellini numerici al fusto.

CONSOLIDAMENTI

Ci sono casi in cui un albero ha delle branche con difetti tali da ritenere che la rottura sia un evento probabile. Oltre a temere che la caduta di una branca possa causare danni a persone o cose, si deve considerare che il trauma subito potrebbe essere un danno irreparabile o potrebbe ripercuotersi sulle altre parti dell’albero, colpite dalla branca stessa in caduta o che subiscono gli effetti di avere improvvisamente una chioma squilibrata. 

Le conoscenze attuali fanno riferimento al nuovo Standard Europeo di Consolidamento degli Alberi, nato da una collaborazione tra molteplici organizzazioni europee.

CONSOLIDAMENTI

Ci sono casi in cui un albero ha delle branche con difetti tali da ritenere che la rottura sia un evento probabile. Oltre a temere che la caduta di una branca possa causare danni a persone o cose, si deve considerare che il trauma subito potrebbe essere un danno irreparabile o potrebbe ripercuotersi sulle altre parti dell’albero, colpite dalla branca stessa in caduta o che subiscono gli effetti di avere improvvisamente una chioma squilibrata. 

Le conoscenze attuali fanno riferimento al nuovo Standard Europeo di Consolidamento degli Alberi, nato da una collaborazione tra molteplici organizzazioni europee.

Un modo per prevenire le rotture, evitando di intervenire con potature traumatiche, è l’utilizzo dei consolidamenti o ancoraggi.
Si tratta di utilizzare funi in materiali sintetici per ancorare branche pericolanti a porzioni sane o stabilizzare biforcazioni con profonde inclusioni di corteccia

Le funi non sono rigide e permettono alle branche di muoversi entro limiti di sicurezza in caso di vento.
In generale il movimento dovuto al vento non è pericoloso, ma permette all’albero di disperdere l’energia ricevuta evitando di trasmetterla interamente al fusto e alle radici. Queste sollecitazioni portano inoltre i rami e le branche a produrre nuovo legno laddove gli stimoli ricevuti sono più intensi, riuscendo, in alcuni casi, a compensare il difetto presente.
Nel caso eccezionale di rottura, una corretta configurazione delle funi usate permette anche di trattenere la branca rotta evitando che cada verso il suolo.

PQ2011 ha esperienza ventennale nella progettazione di consolidamenti e nella loro realizzazione sia in ambito urbano che in contesti storici e molto frequentati e continua a formarsi ed aggiornarsi con i migliori tecnici europei del settore.

DL POTATURE

In ambiente naturale gli alberi gestiscono autonomamente la propria forma e la necessità di perdere rami o branche non più funzionali. In contesti urbani, le limitazione con le infrastrutture, i traumi subiti al momento dell’impianto e quelli successivi, rendono spesso inevitabile l’intervento umano, che deve però rispettare determinate regole volte a tutelare la conformazione naturale dell’albero e la sua salute.

Una corretta gestione degli esemplari fin da giovani, con interventi di “potatura di formazione”, permette di ottenere esemplari adulti correttamente conformati, sia a livello di stabilità che di convivenza con il contesto.

Nel caso in cui si debba intervenire su esemplari adulti, mal gestiti in passato, sono disponibili diverse tecniche volte al recupero, totale o parziale, della naturale forma della specie. La potatura degli alberi ornamentali può essere applicata per stabilire una struttura formale, dirigendo la crescita dell’albero ed eliminando le parti potenzialmente pericolose e quelle malate, morenti o morte, al fine di garantire in sicurezza la continuità dell’albero nel tempo.

Potature correttamente eseguite non arrecano danni all’esemplare, assicurandone invece uno corretto sviluppo in termini di salute e sicurezza e comportando a lungo termine un minor dispendio di risorse economiche.

La cooperativa offre un servizio di consulenza durante i cantieri di potatura, con sopralluoghi preventivi per integrare alle necessità della committenza quelle degli esemplari arborei e/o con la formazione sul campo della ditta incaricata mediante la realizzazione di “piante campione”.

Le conoscenze attualmente applicate fanno riferimento al nuovo Standard Europeo sulla Potatura degli Alberi, frutto di una collaborazione tra molteplici organizzazioni europee.

LA GESTIONE DEL RISCHIO

Il rischio è dato dalla propensione o probabilità del verificarsi di un evento per le conseguenze che ne derivano. La gestione del rischio, applicata agli alberi, permette di includere come parte integrante della valutazione l’intorno in cui gli alberi crescono: si esaminano i potenziali bersagli che possono essere coinvolti dal ribaltamento dell’albero o dal cedimento di una sua parte. Definire questa variabile rende possibile gestire in modo più mirato le risorse disponibili, in termini economici e di tempo.
Il personale di PQ2011 ha le conoscenze per poter applicare le seguenti modalità di valutazione del rischio:
• MANUALE DELLE PROCEDURE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO DI CADUTA ALBERI NELLE AREE VERDI ESTENSIVE ,
che racchiude 5 diverse tipologie di valutazione.
• TraQ (Tree Risk Assessment Qualification).
• QTRA (Quantified Tree Risk Assessment).

MANUALE DELLE PROCEDURE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO DI CADUTA ALBERI NELLE AREE VERDI ESTENSIVE

Il manuale è stato redatto dal gruppo di lavoro Sicuramente Alberi, nato a Torino nel 2008, al quale ha partecipato anche uno dei soci di PQ2011. Con il principio di razionalizzare le risorse per ridurre il rischio e preservare gli elementi naturali nel rispetto della fruizione pubblica, si distinguono 5 diverse procedure di valutazione da applicarsi in base agli elementi vegetali e alle tipologie di fruizione. Le procedure sono: Esame Tipologico Documentale (ETD), Esame Speditivo Massale (ESM), Esame Speditivo Puntuale (ESP), Censimento Fitostatico (CF) e Valutazione di Stabilità degli Alberi (VSA).

QTRA
Nato ufficialmente in Inghilterra nel 2005 ad opera di Mike Ellison, è una rivisitazione dei concetti proposti da Paine (1971) Helliwell (1990, 1991) e Matheny e Clark (1994) integrati con le Norme ISO 31000 (Risk Management).
Il metodo permette di valutare, in termini quantitativi e quindi facilmente accessibili, le tre componenti correlate al rischio di cedimento di un albero: il bersaglio, la dimensione e la probabilità di cedimento.
La quantificazione, in termini economici, di un potenziale danno consente di effettuare un raffronto con i benefici apportati dall’albero e i costi di un eventuale intervento.

TRAQ
Il metodo, adottato dalla Società Internazionale di Arboricoltura (ISA), è stato sviluppato nel 2011 e rappresenta un’evoluzione del metodo di Matheny e Clark (1994), adottato in precedenza dalla ISA.
Il metodo ha un approccio qualitativo alla valutazione del rischio, conformemente alle Norme ISO 31010 (Risk Assessment Techniques), si determina la propensione al cedimento, la propensione a colpire un bersaglio e le conseguenze che tale avvenimento può avere, in un determinato periodo di tempo. Il grado di rischio estratto dalla valutazione e gli interventi di mitigazione proposti rappresentano parametri utili al gestore del bene per orientare le risorse disponibili secondo le priorità.

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